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terza fase della sua carriera, Miozzi si cimentò con alcuni temi
classici dell'ingegneria del secondo dopoguerra: progettò, in collaborazione
con Angelo Scattolin, una autostrada galleggiante sullo
stretto
di Messina e si occupò del restauro statico della torre
di Pisa (1955 e 1975) e del campanile
di Burano (1954 e 1963). Nel 1959 si interessò della regolazione
dei fiumi Dese e Marzenego, ai fini della salvaguardia dell'abitato di
Mestre. Progettista affermato e prolifico di impianti e grandi strutture,
produsse con il figlio Giuseppe (n. 1923), suo principale collaboratore
negli anni Sessanta, una enorme mole di progetti di massima ed esecutivi
per l'autostrada
Venezia-Monaco, nei tratti montani a due sedi stradali sovrapposte
per poter essere transitabile anche d'inverno. Col figlio progettò
e realizzò il Mercato Ittico coperto di Venezia (dal 1950), oltre
all'isola
nuova del Tronchetto. Propose numerosi progetti di strade
lagunari, galleggianti o subacquee, che prevedevano la realizzazione
di nuovi terminal automobilistici a oriente di Venezia (1951-66), oltre
a oleodotti sublagunari, al nuovo porto
di Sant'Ilario, petrolifero e industriale, al restauro del forte
di sant'Andrea. Ideò sbarramenti contro le acque alte a nord
e a sud della città (1966), metodi di presurizzazione delle falde
freatiche e di chiusura dei pozzi artesiani, tecniche di rafforzamento
delle barriere a mare, sistemi per contrastare l'erosione dei litorali,
interventi per ridurre l'ampiezza delle bocche di porto. Morì a
Venezia il 10 aprile 1979. |