1954-1979: libero professionista


Nella terza fase della sua carriera, Miozzi si cimentò con alcuni temi classici dell'ingegneria del secondo dopoguerra: progettò, in collaborazione con Angelo Scattolin, una autostrada galleggiante sullo stretto di Messina e si occupò del restauro statico della torre di Pisa (1955 e 1975) e del campanile di Burano (1954 e 1963). Nel 1959 si interessò della regolazione dei fiumi Dese e Marzenego, ai fini della salvaguardia dell'abitato di Mestre. Progettista affermato e prolifico di impianti e grandi strutture, produsse con il figlio Giuseppe (n. 1923), suo principale collaboratore negli anni Sessanta, una enorme mole di progetti di massima ed esecutivi per l'autostrada Venezia-Monaco, nei tratti montani a due sedi stradali sovrapposte per poter essere transitabile anche d'inverno. Col figlio progettò e realizzò il Mercato Ittico coperto di Venezia (dal 1950), oltre all'isola nuova del Tronchetto. Propose numerosi progetti di strade lagunari, galleggianti o subacquee, che prevedevano la realizzazione di nuovi terminal automobilistici a oriente di Venezia (1951-66), oltre a oleodotti sublagunari, al nuovo porto di Sant'Ilario, petrolifero e industriale, al restauro del forte di sant'Andrea. Ideò sbarramenti contro le acque alte a nord e a sud della città (1966), metodi di presurizzazione delle falde freatiche e di chiusura dei pozzi artesiani, tecniche di rafforzamento delle barriere a mare, sistemi per contrastare l'erosione dei litorali, interventi per ridurre l'ampiezza delle bocche di porto. Morì a Venezia il 10 aprile 1979. 

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