1931-1954: ingegnere capo


Protagonista delle vicende e delle metamorfosi urbane di Venezia per più di venti anni, progettò tutti i grandi interventi realizzati nell'area periferica occidentale, di accesso alla città dalla terraferma: il ponte del Littorio, oggi ponte della Libertà (1931-33); lo sventramento dell'edilizia storica, abitativa e manifatturiera, dell'area di Santa Croce per la creazione del terminal automobilistico di Piazzale Roma (1931-33); l'autorimessa di Sant'Andrea qui realizzata, una delle principali opere di architettura razionalista a Venezia (1931-34); l'escavo del Rio Nuovo e la costruzione dei ponti in legno, in mattoni e in pietra che lo attraversano (1932-33); il ponte degli Scalzi, costruito in pietra d'Istria senza nessuna armatura (1932-34); il ponte dell'Accademia, di legno (1933-34). Progettò inoltre una strada di allacciamento tra il ponte Littorio e la via Romea attraverso il Lido e Chioggia (1933), anticipando i progetti di strade automobilistiche lagunari sviluppati negli anni Cinquanta e Sessanta. Tra il 1936 e il '39 lavorò al restauro statico, al rinnovamento e all'ammodernamento del Teatro La Fenice, e tra il 1937 e il '38 alla costruzione del Casinò Municipale al Lido. Nel 1939 elaborò un progetto di massima per il risanamento di Venezia insulare, che conteneva un piano di escavo e di allargamento dei rii, la messa in opera di un sistema di rivestimento in calcestruzzo del fondo e la realizzazione di una rete fognaria pubblica. Alla fine degli anni Trenta Miozzi brevettò un sistema per la costruzione dei capannoni a volta in laterizio poi utilizzato durante la seconda guerra mondiale per la costruzione di aviorimesse, mercati coperti, serbatoi per carburanti e magazzini autarchici. Conclusa nel 1954 la carriera di tecnico e dirigente pubblico, Miozzi continuò a occuparsi dei problemi di Venezia e della laguna, approntando studi e progetti e avviando una ricchissima produzione pubblicistica.

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