Opere di completamento (1961-1966)

La chiesa viene consacrata al culto nell’agosto del 1961 ma la morte di Enrico Mattei (27 ottobre 1962) segna la fine dell’attività edilizia nell’intero villaggio. Gellner porta a conclusione da solo alcuni dei lavori restanti e parte delle opere previste non sarà più attuata.
L'altare provvisorio in legno, sistemato nella chiesa per l’apertura al pubblico, viene sostituito da un altare in marmo di Carrara, realizzato da Gellner su un'idea di Carlo Scarpa.
Progettato nel marzo 1962, l’organo viene montato sulla controfacciata solo l’anno successivo, quando entra in funzione anche il secondo organo, “di risposta”, alloggiato nel coro.
Nel 1966, di fronte alla bussola d’ingresso viene collocata l’acquasantiera, il cui disegno sviluppa lo spunto formale offerto da Scarpa in uno dei suoi primi fogli di lavoro del 1956.
Altri elementi, che interessano soprattutto lo spazio dell’altare maggiore, non trovano sbocchi operativi. La croce sospesa e il tabernacolo incastrato al centro della mensa sono sostituiti da opere in legno e cartone, mentre il lampadario per il presbiterio e la lampada del Santissimo, da agganciare alla sua base, restano sulla carta.
Il tentativo di coinvolgere artisti esterni non ha esiti migliori: né la scultura della Madonna con Bambino di Giacomo Manzù, né le decorazioni parietali per la cappella anteriore di Fiorenzo Tomea e poi Mario De Luigi vengono realizzate. Anche l’atmosfera di spiritualità, affidata agli effetti cromatici, risulta in parte compromessa. Le vetrate colorate lungo le navatelle restano infatti trasparenti, mentre quelle sul fronte posteriore vengono trattate con una vernice oscurante. A commentare lo spazio sacro restano solo le tinte naturali dei marmi, dei legni e del calcestruzzo.