Carlo Scarpa, Sezione trasversale con studio per la testata del muro tra navata e transetto

 

Primi dettagli (fine 1958 – febbraio 1959)

Tra il 1957 e il 1958, dopo quasi due anni di stallo, il lavoro riprende vigore. Si definisce lo schema fondazionale e l’impresa appaltatrice redige gli esecutivi delle parti strutturali in calcestruzzo e in acciaio. Le componenti in acciaio sono nuovamente oggetto di indagine da parte di Scarpa che ridisegna gli elementi di collegamento tra la testata inferiore dei costoloni e la copertura e suggerisce una variante, realizzata, per i puntali d’acciaio alla sommità delle capriate.
Scarpa lavora in sezione ed evidenzia le parti con campiture di colore diverso. In questo modo, definisce elementi rimasti fino ad allora in secondo piano, come i varchi di collegamento tra navate laterali e transetto e la parte terminale del muro che separa il presbiterio dalla navata centrale. La testata del muro, prima piegata a libro verso l’altare, è ora rettilinea ma con una terminazione a taglio obliquo che riduce lo spessore murario. Per il rivestimento dei pilastri, Gellner propone lastroni monolitici a spacco naturale, per i quali Scarpa studia le grappe di ancoraggio.
Si precisa anche il disegno complessivo del castello delle campane. Numerose prove grafiche prendono in esame la tamponatura lignea della facciata anteriore ma è il fronte posteriore ad offrire maggiori possibilità di sperimentazione plastica.
Al nartece è riservata un’attenzione del tutto particolare. Gellner vi introduce cinque pilastri d’acciaio a doppio T che risolvono due questioni strutturali ancora aperte: il supporto per la copertura e il sostegno del tamponamento superiore della facciata. Scarpa, invece, firma le soluzioni per la bussola d’ingresso e il portone a completa scomparsa.
La riduzione dimensionale della chiesa e la conseguente estensione del sagrato stimolano nuove riflessioni e portano alla definizione dell'assetto definitivo dell’area. Il desiderio di una connessione fluida tra interno ed esterno suggerisce di realizzare un diaframma mobile: un lungo portale scorrevole prende così il posto della precedente porta rotante su cerniere. Sistemazione definitiva è data anche alla bussola, individuata in pianta da due setti paralleli che incorniciano la porta d’entrata. Contestualmente, si corregge anche la gradinata laterale di collegamento tra edificio e piazza sottostante; da obliquo, il suo andamento si fa perpendicolare all’asse della chiesa.