Progetto “ridotto” (marzo – aprile 1957)

Il progetto, inviato a Roma nel gennaio del 1957, è approvato dal presidente dell'ENI Enrico Mattei, che chiede però di ridurre la capienza dell’edificio da 500 a 350 posti. Si passa così a un progetto di dimensioni ridotte, redatto in scala 1:50, che non modifica nella sostanza quanto finora elaborato.
La diminuzione di volumetria è frutto di una riduzione della griglia dimensionale, basata, come per tutti gli altri edifici del villaggio, sulla misura arrotondata del piede anglosassone: 30,5 cm. Un nuovo modulo di quattro piedi (122 x 122 cm) sostituisce il precedente di tre (91,5 x 91,5 cm, arrotondati a 90 x 90). L’interasse dei pilastri passa così da 540 cm (90 x 6) a 488 (122 x 4); quello delle capriate da 270 cm (90 x 3) a 244 (122 x 2).
Si riducono anche i lati del triangolo equilatero in cui è inscritta la copertura: la larghezza (da pilastro a pilastro) e l’altezza (architrave compreso) passano da 18 a 15,86 metri.
Gellner introduce sul fronte posteriore la modifica desunta dall’esame del modello ligneo. La sporgenza del tetto aumenta perché si aggiunge, all’esterno del muro di chiusura, un’altra coppia di costoloni cementizi.
Benché informato sui nuovi sviluppi, Scarpa è, in questa fase, presenza defilata: le correzioni provocano minime variazioni al progetto e la loro definizione richiede poco tempo all’équipe dei collaboratori dello studio Gellner. Sulla base di questo elaborato si studieranno le definizioni di dettaglio per la stesura dei disegni definitivi.