Modelli

Tra i materiali grafici esiste un piccolo gruppo di disegni in scala 1:200 redatti per la costruzione di un plastico che non è stato mai realizzato nonostante, come testimonia la ricca collezione presente nell’archivio, il fabbricare modelli fosse pratica usuale dello studio. Le maquette erano, per Gellner, indispensabili strumenti per verificare volumi e forme architettoniche e per controllare il rapporto tra manufatto e ambiente. Spesso erano trasportate sul luogo destinato all’edificio per stabilire un confronto diretto e trarre eventuali suggerimenti.
Gellner racconta come l’idea di aumentare la sporgenza della copertura sul fronte posteriore sia derivata proprio dall’esame del primo modello della chiesa, inserito nel contesto naturale. Il retro dell’edificio è modificato con l’introduzione di una nuova coppia di costoloni, in aggiunta all’unico allora visibile. Il modello stesso documenta questo cambiamento: inequivocabili tracce di collante segnano il passaggio dalle 15 capriate del primo progetto alle 16 adottate nel 1957 e poi realizzate.
Da questa lettura “sul campo”, Gellner ricava anche l'idea di far svettare la guglia rispetto al corpo dell’edificio. Le soluzioni già vagliate erano incapaci di reggere il confronto con l’altimetria circostante: in esse l’incidenza del luogo era stata poco valutata. Malgrado la convinzione di dover aumentare l’altezza della guglia, il cammino verso la sua definizione progettuale sarà ancora lungo. Gellner e Scarpa ci lavoreranno fino alle soglie della fase di cantiere e oltre.
Anche il modello che ritrae la situazione al 1959 dà una risposta solo parziale al problema. Mentre il transetto è raffigurato nella sua variante conclusiva, la guglia è ancora lontana dalla sua immagine finale anche se appare più elevata e collocata nella sua posizione definitiva. Sono evidenti, infatti, lo slittamento del punto di ancoraggio e la rielaborazione del castello delle campane, la cui struttura resta un intreccio di profili metallici ma è resa più compatta e capace di ospitare anche l’innesto della guglia, che ne diviene parte integrante.