Primo progetto (30 dicembre 1956)

Il lavoro preliminare conduce alla stesura del progetto datato 30 dicembre 1956. L'impianto planimetrico e le scelte tecniche in esso definite non saranno, nelle successive elaborazioni, più messe in discussione.
Abbandonata l’idea dei costoloni ancorati a terra, si adotta una struttura basata sulla sequenza di capriate. Essa comporta l’introduzione di due lunghi architravi su pilastri, a delimitare una navata centrale e due navatelle laterali. La disposizione delle catene si precisa grazie ai consigli dell’ingegner Silvano Zorzi, già coinvolto nella progettazione della colonia: una coppia di tondini d’acciaio incrociati sostituisce l’unico tirante inizialmente previsto.
I pilastri consentono di chiudere i fianchi della chiesa con un lungo nastro vetrato; si realizza così una discontinuità trasparente, contrapposta alle possenti falde del tetto e al calcestruzzo grezzo dell’attacco a terra. Un involucro cementizio racchiude gli altri ambienti della chiesa: la piccola cappella anteriore e la cappella del Santissimo con la sacrestia.
Questi ultimi formano una sorta di transetto, segnalato all’esterno anche dalla sopraelevazione di una delle falde di copertura, uno sfalsamento del colmo ottenuto con l’inserimento di un traliccio metallico. L'intercapedine che ne risulta permette l’illuminazione diretta del presbiterio.
Molti altri elementi spezzano la rigida ortogonalità di pianta e alzati: il disallineamento delle due ali del transetto, il disassamento del muro absidale rispetto alla navata, l’asimmetria di facciata dovuta al volume compatto della cappella anteriore. In tal modo l’edificio è definito. Alle successive fasi di approfondimento spetterà rielaborare alcune scelte ancora poco convincenti e precisare il disegno dei particolari, dai rivestimenti ai componenti d’arredo.