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Gellner e Scarpa

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Edoardo Gellner e Carlo Scarpa

Gellner e Scarpa si conoscono all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, studente il primo e il secondo docente di Disegno dal vero. Nel 1946 i due, in gruppo con altri, prendono parte al concorso per il piano regolatore del Lido di Venezia. Non si concretizza, invece, l’intenzione di partecipare a quello per il nuovo hotel Danieli in Riva degli Schiavoni, nel 1947.
Nel settembre 1956, Gellner propone a Scarpa di condividere l'incarico per la realizzazione della chiesa di Corte di Cadore. Le vicende di questa collaborazione sono state ricostruite dallo stesso Gellner nella monografia dedicata all’edificio, sulla scorta dei ricordi personali e dei propri materiali d'archivio, che comprendono anche le registrazioni dei fogli di lavoro di Scarpa. L’insieme dei disegni del maestro veneziano è il risultato di circa 50 giorni di lavoro, diluiti nell’arco dei 5 anni di creazione e costruzione dell’edificio (1956-1961) e che Scarpa trascorre per la maggior parte nello studio di Gellner a Cortina, dove si lavora a ritmo intenso e da dove è facile raggiungere Borca di Cadore per i frequenti sopralluoghi al cantiere. Si tratta di 229 unità documentarie fitte di schizzi, disegni e appunti, tracciati su supporti diversi, dai lucidi ai cartoncini, dalle veline alle copie eliografiche: queste ultime, in particolare, arricchite dal consueto ed eloquente impiego di pastelli colorati.
Al di là dei contenuti progettuali, di cui questo percorso guidato rende conto, alcuni dei disegni offrono indicazioni relative ad un altro genere di progettualità: quella di carattere editoriale che testimonia l’interesse di Gellner per la composizione grafica delle proprie pubblicazioni e che segna le vicende più recenti del corpus scarpiano. Gellner ne pubblica per la prima volta un piccolo collage, costituito da schizzi tratti da 5 fogli, nel 1996, nel volume consacrato alla propria attività. Ne dà lo stesso anno una più ampia visione sulle pagine di Casabella, in un numero dedicato alle architetture ecclesiastiche. Prima di essere inviati alla casa editrice per la riproduzione integrale, tutti i fogli vengono numerati a matita. Su alcuni compaiono datazioni aggiunte da Gellner (ne fa fede la calligrafia meno sicura di quella di un tempo), ma si riscontrano anche segnalazioni relative al numero di pagina corrispondente alla loro pubblicazione nell’articolo. Le lievi imprecisioni si devono evidentemente a questioni editoriali ma forse anche ai numerosi menabò che Gellner stesso redige e di cui resta ampia documentazione nei fascicoli.
Ritornati i disegni a Cortina, si apre l’ultima fase di lavorazione che approda nel 2000 alla redazione del libro monografico sull’edificio e all’allestimento della mostra tenutasi all’Archivio Progetti dell’Università IUAV di Venezia. Entrambe le occasioni, grazie alla presentazione di una selezione di materiali tanto di Gellner quanto di Scarpa, hanno reso possibile valutare, per la prima volta compiutamente, gli intrecci e gli apporti che hanno segnato la loro collaborazione.
Il passo successivo è quello che qui si presenta. La documentazione relativa al villaggio e alla chiesa è pervenuta all’Archivio Progetti nel dicembre 2005, a completamento dell’acquisizione dell’intero archivio di Edoardo Gellner. I disegni di Scarpa erano conservati all’interno di cartelle, le tavole di progetto arrotolate in tubi in plastica. Tutto il corpus documentale è stato schedato, catalogato e in parte digitalizzato, ciò che consente ora di poter consultare on-line tutti gli elaborati ascrivibili a Scarpa e una selezione degli altri 593 disegni redatti da Gellner e dal suo studio.

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