Guglia e castello delle campane

Delle parti dell'edificio, la guglia è quella che ha subìto l’iter progettuale più lungo. Anziché una comune torre, Gellner concepisce un’esile struttura alla base della quale, sopra il blocco cementizio della sacrestia, si colloca la cella campanaria.
In una primitiva versione, mai presentata alla committenza, essa poggia su una sorta di braccio sporgente dalla gabbia metallica. Scarpa suggerisce alcune varianti per la mensola di ancoraggio: a sagoma triangolare, a doppio triangolo concatenato o ancora ad andamento obliquo come la falda di copertura. L'idea di un sostegno inclinato pone l’accento sull’opportunità di interpretare in modo unitario l’insieme guglia-castello.
Nella prima soluzione adottata, le due parti rimangono però disgiunte. Tuttavia l’immagine complessiva appare ora meglio congegnata: la guglia ha un attacco diretto alla base della falda di copertura e si appoggia al cordolo di un profondo pluviale scavato nel blocco cementizio della sacrestia.
Scarpa propone di dimensionare l'altezza della guglia facendo riferimento al punto di intersezione fra il suo asse e il prolungamento della falda di copertura. I 27 metri che ne risultano sono però insoddisfacenti e vengono portati a 34 in uno schizzo successivo e a 42 nel primo progetto. All’allungamento corrisponde un ampliamento della sezione, come risulta dai disegni del progetto del 1957 che testimoniano anche una maggior coesione tra guglia e castello.
La risposta conclusiva è nel segno dell’integrazione delle parti: la guglia è spostata al disopra della sacrestia e la sua base si fonde con il castello delle campane, cui una più ordinata disposizione delle campane e un più libero montaggio dei profilati metallici conferiscono dignità architettonica.
Dalla base verso la mezzeria, la struttura si fa via via più articolata, arricchendosi con l’aggiunta di nuovi profili che scandiscono in prospetto i differenti livelli. Anche il loro assemblaggio segue la regola del modulo radiale: disegni di particolari e sezioni orizzontali alle diverse quote mostrano come gli allineamenti e le inclinazioni siano calcolati secondo angolazioni di 15° e multipli.
L’ultimo particolare a essere definito è il dimensionamento delle sfere dorate che compongono la croce spaziale di sommità.