Nartece

Il nartece occupa la parte bassa della facciata principale e funge, a livello strutturale, da attacco a terra per il fronte superiore di chiusura. Le scelte architettoniche lo caratterizzano come spazio composto da “pezzi unici”: il portale a scomparsa, la bussola d’ingresso e la piccola cappella laterale.
Per chiudere la chiesa e separare la navata dal nartece si pensa a un fondale del tutto apribile, un diaframma che prolunghi l’interno verso l’esterno. La primitiva ipotesi di un portone a battenti è eliminata a favore di un’apertura a completa scomparsa, opera di Scarpa che mostra palesi affinità con il coevo cancello in ferro al Castelvecchio di Verona.
All’estremità della parete scorrevole si trova la bussola, pensata all’inizio con pianta esagonale e precisata nella versione definitiva con due semplici muri, da arricchire con la lavorazione delle superfici e l’uso dei materiali. La faccia inferiore della soletta di copertura è sagomata su disegno di Scarpa e i due setti laterali sono, come i pilastri, rivestiti di lastre di marmo a spacco.
Anche nella cappella laterale vale la logica della semplicità d’impianto unita a ricchezza di materiali. Il suo apparato decorativo resterà però incompleto, nonostante essa sia l’episodio architettonico su cui Scarpa maggiormente si concentra. Egli ne approfondisce tre aspetti: il rivestimento parietale, la posizione dell’altare e il trattamento esterno dell’involucro in calcestruzzo, con il disegno del pluviale, non realizzato, e della presa di luce. La cappella è pensata per una fruizione indipendente dalla chiesa; a questo scopo, un’inferriata fa da filtro verso il nartece. Il doppio affaccio dell'ambiente, verso l’interno dell’edificio e verso il nartece, condiziona la disposizione dell’altare. In alcuni schizzi, esso risulta collocato nell’unico angolo disponibile. La conseguente apertura ad angolo della presa di luce soprastante indebolisce però lo spigolo e compromette l’immagine di solidità dell’involucro. La scelta finale presenta l’altare addossato al fianco della chiesa, dove si apre anche la finestra. Attorno al foro della presa di luce compare ora una possente incorniciatura quadrata in calcestruzzo grezzo.
Prima di deciderne la soppressione, Scarpa studia molte sagome per il pluviale. La vasca ai piedi della cappella viene invece realizzata ma è destinata a restare per sempre a secco.