Transetto

Il transetto è la parte più plastica dell’edificio. Scarpa ne indaga la sagoma attraverso numerose viste assonometriche, con le quali riempie ogni angolo dei suoi fogli di lavoro.
All’esterno, la sua attenzione è rivolta al trattamento del muro in calcestruzzo. La striatura orizzontale della superficie diventa più marcata lungo la parete romboidale inclinata della sacrestia. Qui si inseriscono piccoli dentelli aggettanti che fungono da gradini per l’accesso alla piattaforma e al castello delle campane.
Il fianco opposto della navata ospita la cappella del Santissimo, il cui profilo esterno viene fissato nel progetto finale. Una lanterna metallica, ultimo particolare ascrivibile a Scarpa, sostituisce il foro finestrato presente nelle prime versioni. Gli interni del braccio destro del transetto sono di Gellner, anche se non manca per questa parte qualche contributo grafico di Scarpa.
La distribuzione è messa a punto in uno stadio avanzato del lavoro; solo nel 1960-61, mentre si definiscono i particolari di porte e maniglie, di arredi fissi e mobili e delle opere di finitura, si dà assetto compiuto alla sacrestia con il coro, ai locali di servizio al seminterrato e soprattutto alla struttura creata da Gellner per delimitare lo spazio della sacrestia. Si tratta di un’intelaiatura in acciaio con pannelli in legno su cui si aprono le porte d’ingresso e si appoggia la scala d'accesso al coro superiore.
L’altare maggiore è posto al centro di una pedana circolare sopraelevata, già presente negli spaccati assonometrici di studio del transetto. Entrambi sono realizzati su disegno di Scarpa. Le piante del progetto finito mostrano l’intera composizione dell’abside. Balaustre in marmo circoscrivono una sorta di recinto rialzato, accessibile grazie a tre gradini. I parapetti, ad andamento lineare sul fianco verso la cappella, si articolano per spezzate sul lato opposto e modellano lo spazio dell’ambone.
La zona absidale manca, però, di altre opere che non sono state realizzate. Di queste idee Scarpa lascia alcune tracce in un paio di prospetti, nei quali inserisce una grande scultura dedicata alla Madonna e fissa la disposizione dei lampadari, ivi compreso il lampadario a lato dell’altare.
La cappella del Santissimo è l’ultima parte ad essere completata, ma anche l’ultima che entra a far parte della planimetria dell’edificio.
Le primitive ipotesi sull’impianto generale non prevedono la creazione di un transetto: alla navata si aggancia solo un corpo esterno, quello della sacrestia. Dalla prima proposta, elaborata da Scarpa quando si affaccia l’idea di aggiungere un altro involucro sul lato opposto, fino al compimento dell’opera, il transetto subisce solo qualche modifica ai parapetti verso l’altare maggiore, all’ubicazione dei gradini di collegamento e alla sagoma del piccolo altare interno.