Facciata anteriore

La chiusura del fronte principale è una parete quasi triangolare, inserita tra due capriate. Fin dalla prima stesura, essa è pensata come un manto di legno sorretto da un’intelaiatura in profili d’acciaio. I primi studi ne definiscono lo schema generale e la suddivisione interna in tre triangoli; nel risultato, il rientro quasi “ad imbuto” della parete dà profondità volumetrica al prospetto.
Scarpa è attratto dalla tessitura della superficie e si concentra sulla trama del rivestimento in legno, sulle geometrie e l’estensione degli inserti vetrati. Soluzioni più concrete emergono solo con la progettazione strutturale e del sostegno del doppio manto ligneo.
Lo studio del fronte, la cui parte superiore insiste sul vuoto dell'ingresso, pone i progettisti nella necessità di dare assetto definitivo al nartece, cui viene data una copertura retta da cinque pilastri a doppio T. Quello centrale è prolungato verso l’alto e diventa anche l’asse principale dell’impalcato di facciata. I due pilastri laterali portano invece le travi di imposta del fronte.
La modifica del telaio metallico comporta quella dello schema del prospetto. Il pilastro centrale consente di ridurre la sezione mediana della parete a vantaggio delle ali laterali rientranti e di aumentare la profondità del fronte. La diminuzione di superficie che ne consegue porta a ridurre la grandezza della croce esterna.
La generale semplificazione dell’apparato decorativo, che si manifesta anche nella scelta di lastre in semicristallo liscio e trasparente per le vetrate, sembra dare impulso a una ulteriore attenzione per i particolari. Scarpa studia nel dettaglio, ad esempio, la sagoma delle assi in larice del rivestimento: un lieve arrotondamento della testa delle tavole trasforma gli spacchi orizzontali del tamponamento in cesure dalla linea ondulata.