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Carlo Scarpa (Venezia, 2 giugno 1906 – Sendai, Giappone, 28 novembre 1978) si diploma professore di disegno architettonico nel 1926 all’Accademia di Venezia. All’attività scolastica affianca da subito anche quella lavorativa, esercitando presso alcuni avviati studi veneziani.
L’interesse per la didattica e l’architettura segnano l’intera sua parabola umana e professionale. Dal 1926 al 1976 insegna ininterrottamente, prima all’Accademia poi all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, che dirige dal 1972 al 1974.
L’attività progettuale si orienta fin dagli anni Trenta verso quegli ambiti che renderanno poi celebre la sua opera: il disegno di oggetti, l’arredamento d’interni, gli allestimenti espositivi, le sistemazioni museali, i restauri e la costruzione. Già consulente artistico della ditta Cappellin, per la quale comincia a disegnare vetri, Scarpa collabora dal 1933 al 1947 con Paolo Venini, titolare dell’omonima vetreria di Murano. In anni successivi, il lavoro sul versante del design si concretizzerà nella produzione di oggetti per le aziende Flos, Bernini e soprattutto Gavina. Per quest’ultima realizzerà il negozio di Bologna (1961-63), opera di poco preceduta dal più noto negozio Olivetti di Venezia (1957-58).
Al 1937 risalgono il suo primo incarico come allestitore di esposizioni e l’incontro con il gallerista veneziano Carlo Cardazzo. Per quest’ultimo arreda le diverse sedi della galleria di Venezia, predisponendovi più di una mostra d’arte. Comincia così il suo costante impegno anche in questo campo che, nel corso degli anni, lo vedrà allestire innumerevoli esposizioni. Al settore espositivo si lega anche il lungo rapporto (1942-72) con la Biennale di Venezia, inaugurato con la personale di Arturo Martini e proseguito negli anni con la realizzazione anche di alcune opere architettoniche nei giardini, sede dell’esposizione: il padiglione del libro (1950), la biglietteria (1952), il padiglione del Venezuela (1954-56).
Il primo incarico di sistemazione museale è il riordino delle Gallerie dell’Accademia (dal 1945), cui seguiranno quelli per il museo Correr (dal 1953) e per la Galleria Franchetti alla Ca’ d’Oro (1972-73) a Venezia. A Firenze Scarpa allestisce, con Ignazio Gardella e Giovanni Michelucci, le prime sale delle Gallerie degli Uffizi (1954-56). Di natura più complessa sono invece gli interventi alla gipsoteca Canoviana (1955-57), che comprendono l’edificazione di nuovi volumi, e quelli in palazzo Abatellis a Palermo (1953-54) e in Castelvecchio di Verona (dal 1956), nei quali alla sistemazione museale si accompagna una più ampia opera di restauro degli edifici stessi.
Anche al tema del restauro Scarpa si era avvicinato fin da giovane, cimentandosi nella riqualificazione funzionale di Ca’ Foscari, sede dell’università veneziana (1935-37). A questo si aggiungeranno il progetto di ristrutturazione del convento di San Sebastiano, da adibire a nuova sede della facoltà di Lettere e filosofia (1974-78), e altri interventi di diverso carattere su strutture edilizie storiche quali il convento dei Tolentini, sede dell’Istituto Universitario di Architettura (1975) o il palazzo Querini Stampalia, che ospita l’omonima fondazione (1961-63).
Per quanto riguarda il mondo della costruzione tout court, alle prime esperienze degli anni Trenta segue la collaborazione con Angelo Masieri (1946-52), che porta Scarpa alla realizzazione della casa per Luciano Veritti a Udine (1955-61). Gli anni successivi sono segnati dai progetti per la ricostruzione del teatro Carlo Felice di Genova (1963) e del nuovo teatro di Vicenza (1968-69), ma soprattutto dalla costruzione di casa Ottolenghi a Bardolino (dal 1974) e dalla realizzazione della sua opera più conosciuta e più complessa, la Tomba Brion a San Vito di Altivole (dal 1969).
Da quando, durante gli anni Cinquanta, la pubblicistica di settore comincia ad interessarsi sempre più frequentemente alla sua attività, la notorietà di Scarpa cresce costantemente: mostre sulle sue opere, da lui stesso allestite, si tengono alla Triennale di Milano (1960), a New York (1966), Londra (1974), Parigi (1975) Madrid (1978).

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